Comune di Cusano Mutri  
 
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PERSONAGGI ILLUSTRI
 
Girolamo Vitelli
 
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Girolamo Vitelli, scienziato 
nato a S. Croce del Sannio il 27 luglio 1849, deceduto a Firenze il  2 settembre 1935. 
 
Riportiamo il testo di una delibera della Giunta Municipale del Comune di Cusano Mutri del 25 settembre 1949:
 
Estratto dal Registro delle Deliberazioni 
della 
GIUNTA MUNICIPALE 
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L'anno millenovecentoquarantanove il giorno venticinque del mese di settembre in Cusano Mutri e sulla Casa Comunale. 
Convocata con apposito avviso a domicilio, si è riunita la Giunta Municipale, sotto la presidenza del Sindaco delegato Tammaro Costantino, intervenuti i seguenti Signori: 
1° Perfetto Serafino Assessore effettivo 
2° Vitelli Emilio Assessore effettivo 
3° Crocco Giovanni Assessore supplente 
4° Di Biase Francesco Assessore supplente 
 
e con l'assistenza del Segretario Comunale Sig. Bove Giosué. 
Il Sindaco - presidente, riconosciuto legale il numero degli intervenuti, apre la seduta e sottopone l'oggetto da trattare. 
 
LA GIUNTA  
 
Premesso: Girolamo Vitelli, nato a Santa Croce del Sannio il 27 luglio 1849 e deceduto in Firenze il 2 settembre 1935, era oriundo di Cusano Mutri. 
Infatti i genitori del Vitelli, Serafino e Cassella Maria Vittoria  erano entrambi nativi di Cusano Mutri come tutti gli antenati. 
Il Vitelli prediligeva tanto la terra dei suoi avi da non far passare anno senza venirvi a trascorrere un periodo di riposo quasi sempre in compagnia di altri grandi come il Pistelli(1), il Torraca(2) e il D'Ovidio(3)
Quì egli trascorse, presso gli zii, gran parte della fanciullezza ed all'età di soli 10 anni, ricoprì la carica di segretario del Comitato Rivoluzionario -in Cusano Mutri- e ciò per la sua spiccata intelligenza e per la sua calligrafia. 
Nel 1874 il VITELLI fu chiamato all'Istituto Superiore di Firenze per insegnarvi Grammatica Latina e Greca e tenne l'incarico anche per corsi di Tedesco e di Poleografia. Nel 1915 e cioè dieci anni prima di raggiungere i limiti massimi di età, si ritirò dall'insegnamento universitario per dedicarsi completamente ai suoi studi preferiti e al libero insegnamento e così fondò in Firenze la Società Italiana per la ricerca dei Papiri in Egitto e il Gabinetto dei Papiri. 
Il Vitelli per le sue alte benemerenze nel campo scientifico e letterario fu nominato senatore nell'anno 1920. 
 
Delle sue opere, oltre i suoi tre grossi volumi di Papiri Fiorentini, abbiamo 7 volumi di Papiri della Società Italiana, i frammenti di Eschilo, Sofrone, Eupoli, Cratino, Menandro, Gallimaco, Erinna, Euforione,  le nuove pagine di Gaio, senza contare i moltissimi documenti; sono scoperte che, soprattutto, per la rapidità sorprendente e l'assoluta bontà dell'edizione datane dal Vitelli, hanno posto l'Italia in primissima linea nel Campo delle ricerche papirologiche. Anche l'edizione del grande rotolo del Papiro Vaticano Greco II, il Perj fughes di Favorino acquistato da S. S. Pio XI, opera del Vitelli. 
 
Ciò premesso, e considerato che atto doveroso eternare la memoria dello scienziato, onore e vanto anche di questo Comune, in cui ebbero i natali i suoi genitori, e dove egli stesso trascorse lunga parte della sua vita, intitalando al suo nome il nuovo edificio scolastico. 
 
Con voti unanimi espressi nei modi di legge 
 
delibera 
 
intitolare l'edificio scolastico in via di ultimazione al nome di Girolamo Vitelli. 
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notazioni a margine: 
Provincia di Benevento -  Comune di Cusano Mutri - Atto n. 114 - Oggetto: Intitolazione a Girolamo Vitelli dell'edificio scolastico. - N. prot. 2148 - Visto: si trasmette alla Prefettura - Cusano Mutri, lì 27-9-1949 - Il Sindaco F.to Tammaro - La copia della delibera nel fascicolo "edificio scolastico" f.to illegibile -  PREFETTURA DI BENEVENTO n. 28987 - 2/1 - Preso atto: sentito il parere favorevole della Sopraintendenza ai monumenti della Campania - lì 27-10-1949 - Il Prefetto: f.to- 
n.d.r. 
 
(1) = [non si possiedono notizie] 
 
(2) = [non si possiedono notizie] 
 
(3) = [Fonte Wikipedia]  Enrico D'Ovidio? (conterraneo) (Campobasso, 11 agosto 1843 – Torino, 21 marzo 1933) è stato un matematico e politico italiano cui spetta soprattutto il merito di avere poste le basi di quella che è passata alla storia come la scuola italiana di geometria algebrica. 
Studiò a Napoli privatamente con Gustavo Sannia e Giuseppe Battaglini e ottenne la laurea nel 1869. Dal 1872 insegnò algebra e geometria analitica nell'Università di Torino e di questa università fu rettore dal 1880 al 1885. 
I suoi maggiori allievi furono Giuseppe Peano e Corrado Segre. 
Nel 1878 venne eletto membro dell'Accademia delle Scienze di Torino; nel 1883 divenne membro dell'Accademia dei Lincei; nel 1905 viene nominato senatore. 
Opere 
Geometria, analitica. (Torino: Fratelli Bocca, 1896).  
Teoria analitica delle forme geometriche fondamentali. Lezioni date nella Regia università di Torino (Torino: E. Loescher, 1885) 
Bibliografia 
Carlo Somigliana: Commemorazione, Atti Accad. Sci. Torino", 69 (1933-34), pp. 119-127  
Gino Fano; Commemorazione, Annuario Univ. Torino pp. 1932-33 . 
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_D'Ovidio"
 
[3]=(Fonte Wikipedia) Francesco D’Ovidio? (conterraneo) (Campobasso, 1849 – Napoli, 1925) fu un noto filologo e critico letterario italiano. 
Biografia  
Nato da madre originaria di Trivento, frequentò con successo la Scuola Normale di Pisa, e si occupò nello specifico di letteratura tedesca. Successivamente s'interessò anche alla glottologia in generale, e non ancora trentenne divenne docente di materie letterarie classiche nelle strutture ginnasiali di Bologna e di Milano. 
Poi, sempre in giovane età, ottenne la facoltà di poter insegnare lettere classiche nell'ateneo napoletano. Attestati di benemerenza per il lavoro che svolse gli furono attribuiti da Benedetto Croce e Niccolò Tommaseo. 
Socio di un importante circolo letterario partenopeo, presiedette per un quadriennio l'Accademia dei Lincei, e divenne membro di quella della Crusca. Nel suo lavoro d'indagine letteraria si interessò di Dante Alighieri, Alessandro Manzoni, Torquato Tasso. 
Egli è anche noto come propugnatore della corrente tendente ad adottare il dialetto fiorentino con opportuni aggiustamenti, secondo la visione manzoniana. 
Per quanto riguarda il Molise, Francesco D'Ovidio si occupò degli aspetti connessi al modo di parlare derivanti dal dialetto campobassano, e dedicò un suo scritto alla ricorrenza del Primo centenario della Provincia molisana. Il suo slancio fu sempre teso al miglioramento morale e sociale degli abitanti della sua terra natia ed alla manifestazione organizzata in occasione del quarto di secolo dalla sua morte intervenne il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. 
Critica 
I critici ritengono che egli abbia dato durante la giovinezza il meglio di sé intellettualmente, ma gli viene rimproverata una relativa limitata attenzione agli aspetti storici, pur non venendo affatto meno il riconoscimento per la sua puntigliosa metodologia di ricerca. 
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_D%27Ovidio"