Comune di Cusano Mutri  
 
 
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UOMINI ILLUSTRI
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[personaggi illustri]: Giuseppe Cassella (Cusano Mutri, 1755 - Napoli, 1808)
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Nel 1755 nasceva in Cusano Mutri Giuseppe Cassella insigne astronomo. Fu allievo in Napoli dell’Abate Sabatelli, Abate anch’egli. Andò a perfezionarsi a Padova alla scuola dell’astronomo Toaldo. Fu professore di Astronomia all’Università e membro dell’Accademia di Lettere Scienze ed Arti di Padova. Rientrò in Napoli nel 1786 per coprire, nella R. Accademia di Marina, la cattedra di Astronomia nautica: dipoi ebbe quella di Meccanica nella R. Accademia Militare. Nel 1788 pubblicò il -Saggio di un tentativo per risolvere l’equazione di tutti i gradi- e -Dei principali movimenti e fenomeni dei corpi celesti- cui seguirono le -Effemeridi astronomiche- apparse in continuazione dal 1790 al 1795. Pubblicò nel 1799 l’opera -Occultazione di stelle per la luna osservata a Napoli-. Divenuto, intanto, direttore dell’Osservatorio Astronomico, ne ottenne dal governo, nel 1791, la costruzione presso il Real Museo, nel cui grande salone, inoltre, creò la meridiana” “materializzata sul pavimento da un listello di ottone lungo 27,40 metri, incastrato tra riquadri di marmo sui quali sono incastonati i 12 segni dello Zodiaco dipinti su sagome ellittiche”. “Sospesi i lavori di costruzione in seguito ai noti eventi politici, chiese con insistenza al nuovo governo, per l’Osservatorio, il più rispondente Belvedere del monastero di S.Gaudioso. Finalmente nel 1807 lo ottenne. Ma qui, per il troppo ardore nel quali si mise studiare, senza avere ancora le comodità necessarie, il corso della cometa apparsa in settembre, contrasse la pleurite che poco dopo lo portò alla tomba l’8 febbraio 1808. Altre sue pubblicazioni sono -Metodo per trovare le radici numeriche di ogni equazione- (1804) e -Sull’eclisse del dì II febbraio 1804-. Apparve postumo, invece, il saggio -Su la formula di Dowes per ritrovare in mare la latitudine con due altezze del sole prese fuori dal meridiano-.  
Sul -Dizionario biografico universale contenente le notizie più importanti sulla vita e sulle opere del uomini celebri” “Tavole comparative dimostranti per secoli e per ordini il tesoro di chiari ingegni che può vantare ogni nazione posta a riscontro della altre” David Passigli tipografia Editore, troviamo di lui: -Cassella Giuseppe Astronomo n. Cusano Mutri circa il 1760. Fece osservazioni utilissime pei calcoli delle eclissi delle stelle che dal suo corrispondente Cagnoli furono presentate alla Società Italiana delle Scienze e fatti inserire negli atti della medesima. Fu presentato pure alla stessa Società nel 1803 un suo metodo per risolvere le equazioni di tutti i gradi. Fu in commercio di lettere coi maggiori scienziati del suo tempo: morì in Napoli nell’entrare dell’anno 1808. Abbiamo di lui anche varie osservazioni metereologiche".  
In altra nota del "Laorusse du XX° siècle" si legge: "Cassella (o Casella) Giuseppe Astronomo Cusano Mutri 1755 Napoli 1808: prof. di Astronomia nell'Università di Napoli e fondatore dell'Osservatorio. Pubblicò (dal 1788) le "Effemeridi Astronomiche" " (per il meridiano di Napoli)". Nell'anno 1984, richiestane insistentemente, pubblicai la IV Edizione del mio Cusano Mutri (sempre a mie spese!) aggiungendo oltre al sopra riportato articolo dello storiografo Rotili, anche una nota scritta dallo Iannacchino nel suo "Telesia" cioè la seguente: "nel 1854 assunse la direzione dell'Osservatorio Vesuviano di Napoli fondato dal cusanese Giuseppe Cassella, Luigi Palmieri di Faicchio". Non è detto il luogo di tale Osservatorio: ma la data 1854 al confronto col testo soprariportato dello storiografo Mario Rotili, nel suo "Benevento e la Provincia Sannitica", esclude che l'Osservatorio dove ha lavorato il Palmieri sia quello creato dall'astronomo Cassella nel Belvedere del Convento di San Gauduioso situato sul monte di Sant'Agnello "Caponapoli".  
Il nostro astronomo Giuseppe Cassella è ricordato anche nella Enciclopedia Universal Ilustrada Europea-Americana Vol. XII Barcelona Josè Espasa e Hijos Editores: "Cassella (Josè) Astronomo y matematico italiano, n. Cusano (Nàpoles) n. 1755 y m. en la ciudad de Nàpoles en 1808, que hizo sabias observaciones sobre les eclipses de estrellas, y descubrioun metodo nuevo para resolver les ecuaciones de todos los grados. Diò algunas cursos de astronomia en la universitad de la referida poblacion de Nàpoles y enseniò la mecànica en su escuela de artilleria. Publicò "Efemeridi astronomiche" dal 1878 in avanti; Opuscolo analitico "Osservazioni metereologiche-Metodo sicuro onde determinarse la longitudine in mare" . 
La IV edizione del mio -Cusano Mutri- nel 1985 è stata anche testo scolastico nella scuola media di Cusano Mutri. Nell'anno 1988 sul giornale -Sannio oggi- fu pubblicato in quattro puntate un mio articolo sul Giuseppe Cassella in cui riportavo inclusa nel -Dizionario biografico degli Italiani- dell'Istituto Enciclopedico Italiano, edizione 1978, Vol. XXI pp. 308-310 Biblioteca del Consiglio Nazionale delle Ricerche C.N.R. in cui meglio vengono evidenziate la vita e le opere di questo scienziato: -"Casella (Cassella) Giuseppe: nacque a Cusano Mutri (Benevento) nel 1755. Già nel compiere gli studi elementari mostrò notevoli dote intellettuali, cosicché i genitori lo inviarono a studiare nel seminario diocesano di Cerreto Sannita, ove seguì proficuamente gli studi letterari, ma fu attratto particolarmente dalla scoperta delle materie scientifiche. Concluso il Seminario e tornato per circa un anno al paese natale, il Cassella seguitò per suo conto a studiare matematica, finché la posizione di isolamento culturale in cui si trovava gli fece sentire l'esigenza di un ambiente più vario e stimolante, inducendolo a recarsi a Napoli: quì fu entusiasmato dalle novità emergenti nel mondo intellettuale, e continuò ad impegnarsi a fondo negli studi. Per compiacere i genitori si era iscritto ai corsi universitari di diritto, ed era perciò costretto a dedicare alle scienze le ore notturne: i suoi originari interessi per la matematica si precisarono poi in direzione dell'astronomia per l'incontro col professore di tale materia all'Università, Felice Sabatelli. Nel secondo settecento Napoli non aveva ancora un vero osservatorio, e i suoi contatti con i centri europei della ricerca astronomica erano piuttosto tenui, cosicché il Cassella pensò di compiere un viaggio a Londra per informarsi di persona sugli sviluppi più recenti. Iniziato il viaggio con una sosta a Venezia, egli compì poi una disgressione per Padova, prendendo contatto coi docenti dell'Ateneo locale. Gli amministratori di questo, anzi, accertatene le doti culturali, chiesero al Cassella di restare nella città offrendogli la cattedra di matematica al Seminario ed in prospettiva quella universitaria. Dopo alcune incertezze il Cassella rinunciò al proprio viaggio ed accettò: ma aveva appena iniziato la nuova attività che il governo napoletano, alla ricerca di insegnanti di materie specifiche per le scuole superiori nel regno, lo invitò a tornare in patria, cosa che egli fece non senza rimpianto per l'ambiente favorevole che Padova offriva al suo lavoro. Tornato a Napoli verso il 1785 fu dapprima nominato professore d'astronomia nel Collegio della Marina, poi di Meccanica in quello d'Artiglieria, ed infine, nel 1802, docente di astronomia e nautica all'Università: tuttavia l'attività didattica non costituisce il lato più saliente della sua carriera di studioso, che è significativa per la produzione scritta e per l'opera di consulenza prestata in vari compiti tecnici. Nel 1788 pubblicò a Napoli un .Saggio di un tentativo per risolvere le equazioni di tutti i gradi-. L'intuizione che era alla base di questo scritto, e che è già reperibile in altre forme in Eulero ed altri, è quella secondo cui equazioni apparentemente irresolubili non lo sarebbero più se trasformate in modi opportuni (ad esempio elevandolo al quadrato o al cubo, e dividendole per quantità data) in modo da ridurle in forma tale che per essa siano note formule risolutive. =====================  
Tuttavia il -Saggio- si limita all'esposizione dell'idea con poche esemplificazioni non esaurienti ed inseguito Il Cassella distolto da altri interessi e accortosì che la via indicata non era così feconda come gli era parsa inizialmente non approfondì l'argomento. Nello stesso 1788 egli redasse e pubblicò ancora a Napoli delle -Effemeridi astronomiche- calcolate al meridiano della città e relative all'anno successivo, che si rivelarono molto utili per la marineria napoletana tanto che il governo borbonico lo invitò a ripetere annualmente la pubblicazione. Il Cassella seguì il suggerimento sin dall'anno successivo perfezionando ed ampliando il testo, ed in tale nuovo formato le -Effemeridi- usciranno al pubblico per dieci anni, rendendo gradualmente il loro autore uno degli astronomi più noti del Regno tanto che nel I79I gli fu possibile ottenere l'erezione a Napoli di un primo, piccolo osservatorio. A lui si ricorreva abitualmente quando si trattava di costruire meridiane per uso pubblico e privato, come quella sul pavimento di una sala del Museo Reale e di restaurare quelle esistenti: fu egli insomma che provvedeva alle bisogne della vita sociale per quanto correlazione col corso degli astri e colle varianti meteore. Inoltre Il Cassella mantenne contatti con gli ambienti scientifici dell'Italia settentrionale e segnatamente con la Società Italiana per il progresso delle scienze, cui inviò anche alcune comunicazioni, tra cui uno memoria -Sul miglior modo per trovare le radici di un'equazione- e la risposta al concorso bandito dalla Società -Per un metodo sicuro onde determinare la latitudine in mare-. Inviò alcune sue osservazioni astronomiche al Bode a Berlino oltre all'Accademia delle Scienze di Torino e al Lalande, mentre alcuni scritti rimasti inediti e ricordati dallo Stellati comprendevano opuscoli astronomici e fisici, delle aggiunte al -Saggio- sulle equazioni e una -Storia de' fenomeni del terremoto del 26 luglio 1805 in Molise-. Nel periodo napoleonico anche i circoli accademici napoletani, e il Cassella con essi, risentirono i contraccolpi dei mutamenti politici: nell'agosto del I806 egli cercò di tutelarsi, inviando al ministro Miet un promemoria nel quale elencava le sue benemerenze didattiche, letterarie e civili, affinché gli fosse conservata la cattedra d'astronomia (come si legge nell'Arch. di Stato di Napoli, Min. Interno, II Inv. Fasc. 5101). Però il governo dette la cattedra a Ferdinando Messia da Prado, uno degli esiliati del 1799 e la decisione sembra essere stata motivata da considerazioni politiche, se si deve accettare l'affermazione del Napoli Signorelli che nega al De Prado meriti scientifici. Il Cassella morì poco dopo a Napoli, l'8 febbraio 1808, perché, indebolitosi nella consuetudine delle osservazioni notturne, aveva contratto una malattia polmonare".  
Napoli e Benevento hanno intitolato vie cittadine all'astronomo Cassella. 
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di Emma Giardina Cassella (*)  
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(*) Emma Giardina Cassella, musicista, poetessa e scrittrice, morta a Roma il 1998?. E’ stata la prima a pubblicare notizie storiche su Cusano Mutri.  
 
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Bode (Johann Elert), astronomo tedesco (Amburgo 1747 - Berlino 1826). 
Direttore dell'osservatorio di Berlino, stabilì una formula semplice (legge di Bode) che permette di stabilire approssimativamente le distanze dei pianeti dal Sole. 
[JOHANN ELERT BODE Amburgo, 1747 - Berlino, 1826 Astronomo tedesco. Da prima assistente di Busch, nel 1772 fu chiamato a Berlino da Federico II. Fondò l'annuario "Berliner Jahrbuch" di cui fu redattore e diresse l'Osservatorio di Berlino. Fu inoltre membro delle principali società scientifiche d'Europa. Uno dei suoi migliori lavori è l'"avviamento allo studio del cielo" pubblicato nei 1768 e di cui si fecero più di venti edizioni. Pubblicò pure un atlante celeste composto di venti grandi carte, la "Uranographia" (1801) con relativo catalogo di 17 240 stelle. Bode è noto anche per la famosa legge Titius-Bode, ( " viene usata per indicare una relazione empirica che definisce in modo approssimato le distanze medie dei pianeti dal Sole, in unità astronomiche -U.A. ) che, nel 1778, ne ha dato anche una formulazione matematica precisa benché fosse stata scoperta nel 1741 dall'astronomo tedesco Wolf e riscoperta dal compatriota Johann Titius nel 1772.]  
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Giuseppe Toaldo (1715-1797)  
Il busto dell'Abate Giuseppe Toaldo "Ricovrato", teologo e astronomo di chiara fama. (fonte: http://accademia.dei.unipd.it/tesori.htm
Bibliografia: Pigatto Luisa, Giuseppe Toaldo: profilo biobibliografico, in Giuseppe Toaldo e il suo tempo, Nel bicentenario della morte, Scienza e Lumi tra Veneto ed Europa, Atti del Convegno, Padova 10-13 novembre 1997, a cura di Luisa Pigatto, presentazione di Paolo Casini, «Contributi per la storia dell'Università di Padova», 33, 1033 , Cittadella, Bertoncello Artigrafiche, 2000, p 5-100.  
 
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Fonte: 
www.orsino.it 
 
 
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